Il profumo della cotoletta

Altro che sali, non conosco profumi migliori, per rinvenire, che quelli del cibo.

Tralasciando il perchè, alle otto del mattino, nel mio condominio ci sia già un invitantissimo profumo di cotoletta, mi arrendo e mi lascio svegliare definitivamente.

E’ un odore buono, forse meglio di quello di brioche che sento quando arrivo in ufficio la mattina che si diffonde dalla fabbrica di dolciumi che sta sì a qualche isolato di distanza, ma è sempre dannatamente a favore di vento.

Stamattina, uscendo sul pianerottolo m’è sembrato di entrare a casa dei nonni. E già mi immaginavo nel piatto quella fettina sottile di pollo senza nervetti per la mia nanina, passata nel rosso d’uovo, poi un velo di pangrattato e a mollo in un po’ di olio e burro, ma non dirlo alla mamma mi raccomando, con tanto di occhiolino.

Una goduria dei sensi, penso, deglutendo l’acquolina e trovando due tonsilllone a ricordarmi che per me, a pranzo, sarà un trionfo di brodino vegetale.

Sì, vittima anche io del mal di gola. A nutrirmi di roba liquida, immaginando i profumi di una volta…

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