Come se fosse normale amministrazione.

Per la serie “ionellavitaprecedentedevoproprioavercombinatouncasinopermeritarmituttoquesto“, vorrei spendere due parole due, ma anche duemila, sulla mia prossima ex amministratrice condominiale. Cose che devono essere messe nero su bianco prima che me le dimentico, per la prossima riunione. Sì ciao, io sono quella che non partecipa passivamente alle riunioni sbuffando e guardando l’orologio.

Forse ché la “prossima” è proprio la prima della mia vita.

Comunque, pur non avendo particolare esperienza in ambito condominiale, immagino che la figura dell’amministratore implichi un etico obbligo a svolgere i propri DOVERI in maniera rapida, limpida e possibilmente senza essere di troppo disturbo ai condomini. La mia, in particolare, non rispetta nemmeno una di queste mie personalissime clausole logico-mentali.

La mia amministratrice, appresa la notizia che Pandi è la nuova proprietaria dell’appartamento, attende che sia io a contattarla. Mica si preoccupa di presentarsi, illustrarmi generalità e procedure condominiali, procurarmi la documentazione relativa a millesimi, rifiuti, regolamenti, cazzi e mazzi. NO. La mia amministratrice risponde scocciata al telefono con un “ah, era ora che si facesse sentire”, concorda un appuntamento conoscitivo presso il suo studio al quale NON SI PRESENTA, fa passare una settimana prima di rispondermi per iscritto “mi scusi ma ho avuto un contrattempo e mi è passato di mente” e mi fissa un altro appuntamento senza neanche chiedersi se per quel giorno io, interessata, sono disponibile.

***

La mia amministratrice, mica si preoccupa di provvedere tempestivamente a collocare il mio nome sul citofono. Sai, trasloco, consegne, posta. NO. Glielo chiedi una, due, cinque, dieci volte e poi il 7  di maggio ti mette nero su bianco: “no, ma guardi che la autorizzo a sistemare un’etichetta temporanea, nell’attesa della corretta collocazione ad ogni modo le confermo che l’elettricista provvederà entro questa settimana a sistemare i nominativi su tutte le placche del caso.” E’ il 26 di ottobre, sì dello stesso anno certo, ma mio nonno non riesce a venire a bere il caffè da me perché la decima etichetta provvisoria che ho collocato IO è ormai scolorita.

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La mia amministratrice è quella che le rate delle spese condominiali te le viene a imbucare di persona (vistaconimieiocchi), ma poi non consegna i verbali delle assemblee (mi dicono) .

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La mia amministratrice è quella che il 12/10 ti dice che “è già stata spedita forme e norma di Legge” una raccomandata che poi mi arriva datata 22/10 con timbro postale 23/10 .

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Sentendo qua e là i commenti di chi da sempre deve far fronte a questi problemi amministrativi, pare che sia normale. No, dai, non è né logico, né normale, né tanto meno giusto. A prescindere da come mi sia comportata nella precedente e nella futura vita.

Ma poi scorro le notizie del giorno, mi ricordo del Paese in cui vivo e mi arrendo a questa triste normalità.

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One thought on “Come se fosse normale amministrazione.

  1. Pingback: Un po’ di serie-té | PandiVal

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