Pandi time_ttiadietaunavoltatanto?

Primo post dei trenta.

Primo giorno di pioggia ininterrotta.

Primo giorno di dieta.

Ci mancava solo che fosse anche lunedì, ma è un martedì travestito benissimo da primo giorno della settimana e quindi va da se che l’effetto è lo stesso. Qui i vestiti cominciano ad andare stretti e dalla regia mi dicono che da qui in poi si deve fare sul serio, mica come le diete dai quindici ai vent’anni, quando non ce n’è bisogno, quando è perché la fanno tutte, quando ne trovi di ogni tipo su qualsiasi rivista in qualsiasi stagione, anche senza contare le mezze, che tanto non esistono più.

E’ autunno,stagione che amo, non fosse per la pioggia, la nebbia, il vento, il freddo e il grigio.

Il grigio SEMPRE, appunto, la giornata che comincia e finisce con il buio. In questa stagione, arrivare in ufficio e dover accendere tutte le luci, per vederci, mi fa sempre tornare alla mente la mia classe alle elementari: da piccina mi inquietava parecchio, perché sembrava di stare a scuola di sera; da grande mi inquieta comunque perché sembra già ora di andare a casa e invece hai davanti ancora 8 ore di lavoro.

Ora come allora, vorrei chiudere tutto e tornare a casa.

“Devi mangiare più frutta e verdura se vuoi sgonfiare quel culo!” grazie padreh. Grazie. E’ bello tornare a casa, adesso, con questo bentornata!

E siccome adesso sono io che mi gestisco i fornelli, non ho più bisogno di inventarmi scuse per evitare la verdura che continua a darmi il disgusto. Casomai posso indorarmi la pillola.

E dunque portare la primavera in un minestrone, partendo dalla consapevolezza di non averne mai cucinato uno.

E così prendo sta busta surgelata, schiaffo una manciata di verdura marmorizzata in un padellino, senza nessun soffritto, senza l’aggiunta di pancetta, senza un filo d’olio e lo faccio bollire per un interminabile tempo, in cui penso con cosa strafogarmi di secondo.

Il secondo? Essì. Va bene le ristrettezze, ma un po’ di sostanza…

Allora prendo le cose più sane che ho nel frigo, le mescolo tutte insieme e ne faccio polpette. Tante polpette. Meravigliose, panate e dorate polpette.

Al forno. Senza olio, senza burro.

Polpette che però, con uno sbroffo di maionese, è la morte loro. E forse pure un po’ mia.

E la cena diet è servita.

Famo anche che ne riparliamo domani.  Che il primo giorno sono buoni tutti di avere questo entusiasmo 😉

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