Il nonsenso di Pandi per le cose

Nel senso che oltre al sesto, ne ho praticamente istituito un altro, molto personale, di senso per le cose. Per le cose di oggi, dico. E non oggi come giorno, ma oggi “periodo storico”, a trecentosessanta gradi.

Tipo, degli Oscar e di Leonardo Di Caprio e del non capirne un cazzo.

Il Leo non ha perso un colpo dai tempi del Titanic e ancora prima. Via il colossal, e via la figura dello psichedelico Romeo di Luhrmann – troppo teen idol, troppe Smemo riempite per poter decontestualizzare – il tempo di farsi crescere la barba e di far intendere di non essere uno sprovveduto come se ne sono visti tanti, e via di pellicole di un certo taglio.

Eppure nella proclamazione delle nomination degli Oscar di quest’anno, niente. Non che la cosa mi distrugga, ma amo le cose fatte bene e ci sono rimasta male.

E’ ancora presto, ma “adesso” esce Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann. Avete letto il libro, sì? Suggerisco sempre la versione originale, al netto di traduzioni, ma per comodità trovate QUI un buon riassunto e tutti i riferimenti nel caso vogliate saperne di più.

Ecco il trailer:

Protagonisti Di Caprio e Maguire (anche lui ci avrei visto bene nei panni di Gatsby, ma forse solo nella parte quieta del protagonista), la lei principale è la Mulligan, già vista in Orgoglio e Pregiudizio, ma anche moglie di Shia LaBeouf nel thriller su Wall Street, quello con un Michael Douglas un po’ incartapecorito, è molto versatile, credo che l’amerò; la apprezzerò anche se a fianco di Ryan Gosling in Drive un po’ mi dava noia con quell’aria da “sola nel mondo alla proteggimi-vattene-scopami-“no non posso”-fa’-finta-che-non-voglio-ma-muoviti”. Che se poi consideriamo la mia reazione come frutto del lavoro che lei ha fatto sul personaggio, tanto di cappello.

E la storia? Non ci vedete anche voi qualcosa di molto attuale? La conclusione del romanzo fa riflettere, cito da Wikipedia:

…si sente l’attimo di disperazione di Nick e poi la ricerca di un mito che dia senso all’assurdità dell’esistenza. Un’ultima frase sembra essere un poscritto:

« Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato. »

Mai come oggi, e proprio come dipinto nel 1925 da Fitzgerald, ho davvero l’impressione di vivere in [leggo] “un mondo che confonde la fotografia con la realtà, dove il denaro  ha usurpato il ruolo di Dio e la pubblicità e il commercio trionfano”.

Baz mi porterà come al solito su un altro pianeta con la sua versione del film, poi però il disagio e la solitudine rimarranno e si amplificheranno, nell’istintivo -già so- seppur speranzoso cercare le differenze tra ora ed allora e accorgendomi, purtroppo, che non sono così tante.

Riguardo il trailer e lo vorrei vedere subito, ma quando arriva maggio?!?

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3 thoughts on “Il nonsenso di Pandi per le cose

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