Niente caffé grazie, non fumo.

Nella mia nuova ditta c’è il divieto di bere il caffé nei reparti diversi dal proprio esattamente come a scuola era proibito fumare nei bagni degli altri corridoi. Solo nel tuo eh.

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Le ingiustizie del cielo. Quello in inglese.

Trovo profondamente ingiusto che un canale come il National Geographic sia a pagamento.

Il cieloiningleseconlamaiuscola (mi han detto che non lo posso scrivere come si scrive) mi ha regalato un mese di visione aggratis. Poi se vorrò continuare a vederlo, con un semplice clic potrò espandere il mio abbonamento, cacciando ulteriore pila, così da vederlo quando voglio. Eggrazie. Ma non posso, sarebbe troppo per le mie tasche. E poi invece mi tocca pagare la tassa “sul possesso di un apparecchio televisivo” (c’è della gran confusione a riguardo, devo dire, per ignoranza o per ottusità poco importa, ma c’è della confusione) e vedere gratuitamente nient’altro che cazzate. Io non lo voglio pagare lo stipendio “aqquelli”; ad alcuni sì, ma non ai più.

Sogno un futuro in cui poter scegliere quali canali vedere. Anzi, vorrei potermi scegliere solo i programmi.

Perché a me (ad esempio) piacciono alcuni programmi di cucina, ma oggi tutti cucinano, e io Rugiati lo voglio vedere, ma Vissani no. La Benedetta mi piace seguirla, ma la Toffanin o la Clerici no. Masterchef mi piace, in tutte le versioni di tutti i paesi del mondo, invece i programmi di torte mastodontiche e plastiche hanno anche un po’ rotto il cazzo. Senza offesa, eh.

Ci sono dei canali in cui neanche ti accorgi di assimilare un po’ di cultura, sia storica piuttosto che geografica o sociologica. Però purtroppo sono a pagamento. Non è giusto. Non è per niente giusto.