Goditi il problema. Cit.

Mi sono svegliata inversa. Ancora.

Poi ho acceso la tv e ho visto, in replica, suppongo, un’intervista alle Invasioni Barbariche. Quella di Sebastiano Mauri.

Che forza, che vita (giusto per ricollegarmi al post di prima – io, rea confessa). Mi colpisce la dialettica, lo strano universo in cui è vissuto, tanto distante dal mio. L’ammirazione mi coglie; comprerò il libro, mi ha convinta.

E’ come il discorso che fa su Cuba (dovete aver visto l’intervista, ndr). E’ come quando ti convinci di non voler neanche prendere in considerazione un diverso punto di vista, poi lo fai e scopri che ti piace. Ecco, è andata così.

E proprio quando spero che, come lui, magari anche anche molte più persone di quante pensassi, con quegli stessi argomenti che consideravo a tratti intollerabili, sono da rivalutare e quindi la gente non fa proprio tutta schifo come da mie whatsappate degli ultimi giorni, ecco che, conclusa l’intervista, passa in tv la pubblicità dell’ennesimo settimanale di cui l’umanità potrebbe tranquillamente e civicamente fare a meno. Giallo, si chiama. Non bastavano le facce della D’Urso o chi come lei guadagna sbattendo le tragedie familiari allo stesso livello del gossip a far cadere ad un livello molto basso lo specchio di questa società, bisognava mettere tutto anche nero su bianco, con ” storie, delitti e misteri, rivisitati in una formula nuova e originale” parole della casa editrice.

Ma che roba è? Odio la gente, mi dicono di essere cattiva, “e, come sei acida, ma scopa un po’ ” ma come cazzo si fa, dico io, a relazionarsi in una società come questa? Scopare di più, di certo, non basta.

Giusto per parafrasare il Mauri, io sto problema qua faccio un po’ fatica a godermelo. Non so voi.

Poi mi rimetto a leggere Il Grande Gatsby. Ancora.

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Amiche al Cuba. Libre.

Volevo dire cubo. Volevo dire libro.

La vecchia Chinatown de l'Havana

Io c’ho le ammuiche che scrivono i libri e me li fanno leggere ancora prima che vadano in stampa. E adesso, forse più per osmosi che per inciso, sono  en el Barrio Chino, e tanta voglia di tornare a casa noncell’ho.

Di lei sentirete parlare. Anzi, ne avete già sentito sì. Anche a radio Dìggei, all’interno di Catteland.

Di sicuro ne avrete anche già letto. Io non mi stanco mai. E’ l’unica che conosco, a parte Bryson certo, che mi fa viaggiare low cost per davvero. Comodamente seduta con in grembo il laptop.

E’ “quella” di scusateiovado.com, sì quella che vi fa invidia con i suoi racconti di viaggio.

Quella che NON SOLO è entrata primadime nel campo visivo-uditivo-tattile di Bruce Willis, MA CHE condivide con me un’insana passione per i muscoli, la testa e i sorrisi del bel Pando E CHE mette in pratica i miei istinti vagabondi.

La mia alter-(phe)ega, insomma.

Quella che mi accompagnerà in aeroporto quando sarò pronta per raggiungere il mio Canada.

E anche quella che si palesa con inviti per domeniche con

brunch/capodanno cinese, vieni?

E tu come fai a dirle no? 🙂