I libri, a volte.

Non correre più veloce di quanto il tuo angelo custode non sia capace di volare.

Cit.  G. Carofiglio – tratto da “La velocità dell’Angelo

Mi sono fatta un toast. Era da tanto che non ne mangiavo, ma ho appena finito di leggere un libro, una raccolta di tre racconti, Cocaina di Carlotto – Carofiglio – De Cataldo, e me lo sto divorando come neanche la peggio fame chimica riuscirebbe a fare.

Mi piace leggere, mi è sempre piaciuto e nonostante la mia brama di Kindle ammetto di trovare molto più affascinante il peso delle pagine vere, da sfogliare veramente. Mi piace sempre leggere prima l’ultima pagina. E mi piace ancora sottolineare le frasi che mi colpiscono. Tipo la cita di poco fa. Non ho mai avuto l’accortezza di segnarle tutte in un quadernetto; le mie frasi le scrivevo sì, ma un po’ qua un po’ là, e se l’avessi fatto adesso avrei riempito, non tantissimo, ma di sicuro una cinquantina di pagine. Quanto mi piacerebbe averle tenute. Una raccolta che in vent’anni qualcosa di me avrebbe pur descritto. Se avessi conservato questa raccolta adesso starei rileggendo quegli stessi libri e starei sottolineando di nuovo le frasi che più mi colpiscono. Sceglierei sempre le stesse? Bel dubbio che m’è venuto. Quel che poi mi sono sempre chiesta è perché alcune frasi ci colpiscono più di altre? Questa è tosta. E’ uno di quei segnali che mi si palesa davanti proprio perché da sola non li so cogliere e allora ci devo inciampare? Sarà un alibi a cui mi sto aggrappando per giustificare una severissima e impertinente coscienza? Boh. Di toast me ne faccio altri due. Uno anche per il mio angelo. Magari, con l’acquolina, correrà qui più velocemente.

Annunci